Ginocchio: un approccio osteopatico

È un’articolazione complessa che deve essere in grado di assicurare un mobilità in carico sempre capace di fare fronte alle imperfezioni continue del terreno.Inoltre deve offrire ampia mobilità per l’esecuzione dei movimenti di tutti giorni e una grande forza e stabilità per la pratica degli sport più diversi: dalla danza classica al rugby.Già questa premessa fa comprendere in effetti che il ginocchio deve essere una articolazione estremamente versatile. Deve sopportare il peso del corpo per tutto il giorno e nello stesso modo assicurare una mobilità che si esercita anche con estrema grazia e precisione.

Ai fini della valutazione osteopatica nei casi di dolori al ginocchio, l’osteopata ha bisogno di conoscere la storia dettagliata del paziente:
età;
occupazione;
stile di vita;
malattie e traumi pregressi;
cause che hanno portato all’insorgere del dolore;
da quanto tempo è presente il dolore.
A queste informazioni si aggiungono appositi test osteopatici ed esami posturali. In alcuni casi potrebbero essere necessari esami strumentali come TAC, radiografie, RM. Solo in questo modo l’osteopata avrà chiara la situazione specifica. Nel caso in cui la valutazione fosse quella di intraprendere un iter operatorio a causa di problematiche collegate all’articolazione, ecco qualche nozione aggiuntiva.

Fase pre-operatoria: ho necessità di fare un intervento chirurgico ma il ginocchio è ancora gonfio, non si muove bene e mi fa male. L’esame pre-operatorio è compromesso dunque da questa problematica che rende la qualità dell’immagine, necessaria alla definizione del problema, insufficiente. Un approccio osteopatico anche qui permette la valutazione (peculiarità di tale trattamento): attraverso le mani l’osteopata percepisce le aree più o meno dense e contratte e ripristina la mobilità. Il risultato sarà quindi una riduzione del gonfiore e la creazione delle condizioni per lo svolgimento dell’esame.

Fase post-operatoria: l’operazione di per sé è un ulteriore trauma (per quanto necessario). Nell’immediata fase che precede l’inizio della fisioterapia un trattamento osteopatico genera una riduzione dell’infiammazione e favorisce il drenaggio dei liquidi che a causa del processo infiammatorio si generano sulle articolazioni. In questo caso l’osteopata non lavora soltanto sul ginocchio ma presta anche un’attenzione all’area lombosacrale, le vie nervose dell’arto inferiore infatti sono collegate proprio a quell’area.

Usura: quindi artrosi, sofferenza cartilaginea ecc. L’osteopata ripristina il movimento e toglie la compressione che l’articolazione ha. Questo processo è utile perché la capacità riparativa di un’articolazione è necessariamente data dalla possibilità di essere lubrificata. Infatti con le superfici della cartilagine ridotte e il ginocchio particolarmente contratto e teso non è possibile a far passare quel film di lubrificante che lo aiuta.

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